Notizie

Festeggiamo le donne nell'industria dei videogiochi

15 mar 2022
Marzo è il mese della storia delle donne. Quest'anno, Epic Games punta i riflettori sulle fantastiche donne responsabili della collaborazione e della creazione di alcuni degli incredibili giochi sull'Epic Games Store. Parleremo delle loro carriere, delle loro ispirazioni e di tanto altro. Siamo grati per il loro tempo e le loro conoscenze. Se sei una donna che vuole provare a entrare nel mondo videoludico, di seguito troverai dei consigli utili da parte di alcune leader del settore.

Tanya X. Short - Capitana di Kitfox Games

Celebrating Women In Games Tanya Short

Tanya X. Short è la "capitana" di Kitfox Games: CEO, direttrice e spesso, ma non sempre, progettista; nel tempo libero è anche co-direttrice di Pixelles, un'organizzazione no-profit femminista. È coeditrice di due manuali inerenti la generazione procedurale nella progettazione di videogiochi.

Kitfox vanta un'ampia gamma di giochi. In qualità di capitana, come guidi la tua ciurma durante la creazione e la gestione di titoli come Boyfriend Dungeon e Pupperazzi?

Grazie! In parte è dato dal fatto che vogliamo essere il più indipendenti possibile, sia da un punto di vista finanziario che creativo. Ciò significa che abbiamo cercato allo stesso tempo di diversificare il nostro portfolio di titoli e stabilizzare le finanze, per quanto "poco indie" possa sembrare, e di ottenere entrambi questi risultati il prima possibile. Nel corso degli anni, ho cercato di affinare la mia capacità di capire quali giochi potessero avere una nicchia di mercato valida, che fosse raggiungibile con le nostre risorse, ma che al tempo stesso non fosse già satura al momento del lancio. È una capacità molto utile sotto due aspetti: mi permette di capire quali giochi sviluppare, tra le centinaia di idee che ci vengono in mente, nonché di decidere quali progetti autorizzare per la pubblicazione, tra le migliaia di fantastici concetti e prototipi con cui entro in contatto. Ogni singolo dipendente di Kitfox è, a modo suo, una forza della natura ed è mio dovere alimentare tale forza, portandoli ad eccellere nel modo più lineare possibile, senza mai rinunciare a promuovere un'atmosfera che incoraggi a prendersi dei rischi che potrebbero fallire. Quando il mio team stellare è nervoso per qualcosa, di solito significa che dovrei essere nervosa anche io!
 

Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nel mondo videoludico?

È difficile dare consigli generalizzati per tutti i ruoli, quindi mi riferirò al ruolo di progettista, dato che è la mia esperienza personale. Ora è un ottimo momento per essere una progettista di videogiochi! Fai un paio di game jam o avvia un motore grafico con l'aiuto di un tutorial, e fai un po' di pratica se già non ci hai pensato. Impara un po' di programmazione, quel tanto che basta per comunicare con i programmatori; dopotutto, non è così difficile come la cultura di massa vuol far credere. Crea un portfolio di progettazione di livelli o sistemi! È un settore competitivo, certo, ma là fuori, tra titoli tripla A e indipendenti, c'è anche un gran desiderio di giovani progettiste decise e appassionate, e ci troverai anche molti volenterosi esperti desiderosi di essere dei buoni mentori. Man mano che acquisirai esperienza e inizierai a gestire il materiale in autonomia, alcuni di loro potrebbero diventare meno amichevoli, perché si sentiranno insicuri o ti vedranno come una rivale o un'ingrata, ma io credo in te.
 

Quali sono le donne dei giochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Sinceramente, qualsiasi donna che resista nel mondo videoludico da più di tre anni ha la ammirazione. Alle volte è difficile gestire la rigidità del nostro settore man mano che si cresce e si acquisisce esperienza, specialmente nelle grandi aziende, dove il peso di non far parte di una rete e la mancanza di sostegno da parte di un mentore possono rivelarsi dei problemi seri. Il mio modello di ispirazione è anche una cara amica, quindi è un po' strano, ma devo dire che sono continuamente ispirata e motivata dall'incredibile lavoro che Rebekah Saltsman svolge come CEO di Finji e come mamma meravigliosa. Lei è incredibile; lo ammetto con umiltà: se mai riuscirò a ottenere anche una minima parte di quello che ha ottenuto lei, allora potrò ritenermi più che soddisfatta della mia carriera.
 

A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Al momento mi piace molto Potion Craft, ma non vedo l'ora che arrivi Wandering Village, che sembra proprio il mio tipo di city builder. Sono un'appassionata di Kickstarter, ma ho resistito alla tentazione di giocare alla demo per non avere spoiler; tanto per darvi un'idea di quanto sia emozionata. Sono molto felice per Philomena Schwab, CEO e capo progettista, che si merita tutto il successo che il suo brillante gioco le può dare.
 

Vida Starčević - Community manager di Remedy Entertainment

Celebrating Women In Games Vida Starcevic
Vida Starčević è la community manager di Remedy Entertainment. Si è trasferita in Finlandia dalla Croazia per lavoro. Gestisce tutti i canali della community dell'azienda. Il suo compito è assicurarsi che la community sia ben informata e che gli sviluppatori ascoltino le loro opinioni sui giochi, ma è anche incaricata di mantenere i rapporti con i creatori di contenuti. Lavora per Remedy Entertainment da quattro anni.

Sei la community manager di un gioco con una protagonista femminile. Com'è stato rappresentare con successo un gioco così?

In una parola: fantastico. Spiegato con qualche parola in più, sono arrivata a Remedy quando Control era ancora in fase di sviluppo; non appena mi hanno descritto il gioco, ho intuito la direzione che avrebbe preso e ho capito che era il primo gioco di Remedy con una protagonista femminile, sapevo che era il lavoro per me. È estremamente importante per me, come donna, vedermi rappresentata nei videogiochi in modo adeguato ed equo. Credo che l'intera squadra di sviluppatori di Remedy abbia fatto un lavoro fantastico con Jesse Faden e con tutti gli altri personaggi femminili di Control. È stato un piacere lavorare con Courtney Hope, interprete di Jesse Faden, ed essere testimone del suo amore e della sua dedizione per il personaggio. Ero, e continuo a essere, davvero orgogliosa di aver lavorato a Control. La cosa più bella è stata vedere le reazioni dei giocatori al gioco e al personaggio principale, ed è meraviglioso vedere quanto Jesse sia amata dalla community.
 

Quali sono le donne dei giochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Tutte noi. Credo che le donne del settore, specialmente le donne che non sono cisgender, che non sono bianche, che hanno una disabilità e che provengono da ambienti svantaggiati o appartengono a gruppi emarginati, debbano fare molto di più per ottenere il riconoscimento che gli spetta in confronto ad altre persone che possono entrare nel settore con dei privilegi. Ammiro chiunque non si arrenda di fronte a tutto questo. Personalmente, ho avuto la fortuna di imparare molto da donne con cui ho collaborato su alcuni progetti; Antonela Pounder di 505 Games e Amy Graves di Epic Games Publishing sono due donne con cui ho lavorato e che mi hanno insegnato molto su cosa significhi essere una buona community manager. La mia cara amica Sarah Wellock di SEGA Europe è stata una grande fonte di ispirazione per quanto riguarda la professionalità, il portare a termine cose ben fatte ed essere un'ottima comunicatrice; si è rivelata un supporto costante in tempi di dubbio e incertezza. Hollie Bennett di Frontier è sempre stata una persona di cui ammiro l'etica e la creatività del lavoro e che è stata fantastica nel condividere idee e pensieri.
 

Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nel mondo videoludico?

È difficile dare un consiglio universale dato che la mia esperienza di europea dell'est che lavora in Nord Europa è molto diversa da quella di chi proviene dall'America, dal Regno Unito o da qualunque altra parte, ma credo che sia importante credere in se stessi e nelle proprie capacità. Non sminuirti e lavora sodo per vincere la paura di farti rispettare per ciò che sei, per i tuoi principi e per ciò che credi che sia giusto. Credo che sia di aiuto, anche, trovare una community con lo stesso modo di pensare, che sappia supportare e da cui poter imparare.
 

A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Horizon Forbidden West, così come chiunque altro nel mondo videoludico. Sono molto interessata a Hellblade 2. Credo che i ragazzi di Ninja Theory abbiano fatto un lavoro magnifico con il primo e sono curiosa di vedere dove arriveranno con il sequel. Sono davvero emozionata all'idea di mettere le mani su Forspoken, una volta uscito; quel gioco sembra incredibile, e non vedo l'ora di scoprire come sarà giocarci.

 

Victoria Tran - Community Director di Innersloth

Celebrating Women In Games Victoria Tran
Victoria Tran è la community director di Innersloth, lo studio che ha realizzato Among Us e The Henry Stickmin Collection. Quando non è occupata a esplorare modalità per la creazione di spazi di condivisione videoludici più gentili e a capire in che modo la tecnologia e la compassione possano trovare un punto d'incontro, co-organizza Game & Colour Montreal, un gruppo che si dedica a supportare e a dare risalto agli sviluppatori di giochi di colore in Canada.

Amiamo che la community di Among Us sia così giocosa. In qualità di community director, come riesci a ottenere questa sensazione di euforia inclusiva?

Oh, grazie! Ci sono molti elementi che contribuiscono: moderatori fantastici, prendersi del tempo (letteralmente ore) per rispondere ai commenti, assicurarsi che i nostri sforzi di marketing corrispondano ai nostri valori e senso dell'umorismo, prestare attenzione a ciò che dice la community, avere un team fuori di testa... e potrei continuare. Sta tutto nel creare momenti significativi per la nostra community e crescere assieme. La crescita guidata della community consiste nell'investire tempo, coltivare e prendersi cura dei giocatori attraverso le funzionalità social e di gioco, e incoraggiarli a essere gentili tra di loro, indipendentemente dall'area di provenienza. La mia strategia si riassume così: prendiamo sul serio i nostri giochi e l'esperienza dei nostri giocatori, ma non prendiamo mai troppo sul serio noi stessi!
 

Sei anche una co-organizzatrice di Game & Colour. Come hai iniziato? Che lavoro fa l'organizzazione?

Game & Colour è un movimento locale che io, Saleem Dabbous, Rebecca Cohen-Palacios e Lateef Martin abbiamo fondato come spazio per gli sviluppatori di giochi di colore in Canada. Volevamo creare qualcosa in cui altri sviluppatori di colore potessero trovare supporto e consiglio, e così abbiamo organizzato svariati incontri in cui abbiamo provato prototipi, chiacchierato e imparato gli uni dagli altri. Dato che si concentrava principalmente su incontri di persona, le cose sono un po' rallentate a causa del COVID, ma manteniamo comunque gli spazi di gruppo! La nostra speranza è che, una volta che il mondo sarà più sicuro, potremo ricominciare.
 

Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nel mondo videoludico?

Sono i tuoi valori, i tuoi interessi e la tua storia a renderti perfetta per questo settore, non c'è nessun percorso già predefinito e nessun modo "giusto" per entrarci. Curiosità, consapevolezza dei miei interessi e fiducia nei miei valori mi hanno aiutato moltissimo quando ho iniziato. Spero che ovunque ti trovi, tu abbia lo spazio per esplorare ciò che ti rende così unicamente adatta a questo lavoro. Io farò il tifo per te! Detto questo, non si tratta solo di dare consigli alle donne che entrano nel mondo videoludico, mi rivolgo anche alla parte strutturale del sistema, ai leader degli studi, alle direzioni, e così via. Spero che tutti noi possiamo creare e applicare una cultura e politiche migliori che accolgano, supportino e incoraggino tutte le categorie emarginate.
 

Quali sono le donne dei giochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Sarò sempre in debito con Tanya X. Short, capitana di Kitfox Games. Ha puntato su di me, mi ha dato così tante opportunità per avere successo e mi ha insegnato molto riguardo ai videogiochi, al mondo degli affari e ai valori. Una cosa è aver successo e un'altra è "condividere l'ascensore" che ti porta in alto, e in più occasioni ho visto Tanya condividerlo. E se avete assistito a UNO QUALUNQUE dei sui discorsi, allora saprete anche che ha una mente molto acuta. Possiamo dedicare il resto di questo articolo per parlare di lei? No? Davvero?!
 

A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Al momento sono davvero elettrizzata per Thirsty Suitors di Outerloop e per Little Witch in the Woods di Sunny Side Up! Datemeli! DATEMELI!
 

Gwen Frey - Fondatrice e sviluppatrice capo di Chump Squad

Celebrating Women In Games Gwen Frey
Gwen Frey è la fondatrice e sviluppatrice capo di Chump Squad, uno studio nato per dare vita a un progetto individuale, un rompicapo narrativo chiamato Kine. Per ultimare la realizzazione del gioco, ha dovuto assumere una compositrice e alcuni artisti, ma tutta la progettazione, la programmazione, l'animazione e tanti altri contenuti sono opera sua. Successivamente, ha iniziato a lavorare su un titolo molto più grande, Lab Rat, dove gestisce tutta la programmazione ed è responsabile della direzione creativa mentre collabora con diverse persone.

Rivesti una posizione di comando che è allo stesso tempo creativa e gestionale. Come riesci a gestire efficacemente tutti questi ambiti?

Lavoro con sviluppatori di talento, tutti appassionati e caparbi nei loro settori di competenza. Quando sei alla guida di un team di questo tipo, è importante che tutti siano responsabili del proprio ambito di competenza e di ciò che creano. Ad esempio, se un artista crea un modello 3D che dal mio punto di vista non rispetta il resto dell'ambientazione del livello, scrivo ciò che penso di quel modello 3D in modo dettagliato e disegno diversi suggerimenti su come dovrebbe essere modificato. Non elimino mai il lavoro di qualcuno da un livello, né lo modifico io stessa; preferisco, piuttosto, dare un feedback all'artista e lavorare insieme per arrivare a una soluzione comune su come procedere. Se ci fosse necessità di eliminare un modello, allora sarà l'artista che lo ha realizzato a capire il motivo per cui non andava bene e deciderà di rimuoverlo in autonomia. Lavorare in questo modo richiede molto più tempo, ma consente a tutti di capire il motivo per cui vengono prese certe decisioni e ogni singola persona nel team si sentirà orgogliosa del lavoro che ha svolto per il gioco finale.
 

Quali sono le donne dei giochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Ho sempre ammirato Amy Hennig e ho un grande rispetto per il suo contributo nella serie Uncharted. Non ho mai incontrato Hennig di persona, ma ho ascoltato le sue varie interviste nel corso degli anni e mi hanno sempre toccata. Qualche anno fa ha partecipato a un podcast AIAS che continuo a consigliare a tutte le giovani ragazze che sono interessate a posizioni di leadership nel nostro campo.
 

Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nel mondo videoludico?

Prima di candidarvi per una posizione senza esperienza, andate su LinkedIn e cercate persone che stanno già facendo il lavoro a cui puntate nell'azienda per cui vi state candidando. In sostanza, guardate il portfolio e il curriculum delle persone che l'azienda per cui volete lavorare ha assunto nel ruolo che desiderate e modificate il vostro portfolio e curriculum perché assomiglino al loro. A questo punto, candidatevi. Ignorate completamente i "requisiti" sull'annuncio. Spesso sono copiati e incollati dalle risorse umane e non hanno niente a che fare con il ruolo effettivo. Ad esempio, è ovvio che non vi servono tre anni di esperienza per una posizione che non richiede esperienza... non avrebbe il minimo senso! Guardate ciò che le aziende fanno, non cosa dicono.

A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Al momento sono in maternità e gli unici giochi a cui posso dedicarmi prevedono che resti seduta sul divano con la mia creatura che mi dorme in grembo. Fortunatamente ci sono giochi che si prestano bene a questa situazione! The Artful Escape è stato particolarmente bello! Sono contenta che sia stato possibile produrre un gioco del genere.

 

Chel Wong - Compositrice di audio per videogiochi

Celebrating Women In Games Chel Wong
Chel Wong è una pluri-premiata compositrice e sound designer. Ha lavorato su Kine, Whisker Squadron, Mini Matches e tanto altro.

Sei una specialista di musica e sound design. Quali sono stati finora i momenti salienti della tua carriera?

Credo che finora Kine sia stato uno dei progetti più complessi ed emozionanti a cui abbia mai lavorato e che siano stati pubblicati, ma nel 2022 ci sono novità divertenti ed emozionanti che stanno per uscire o essere annunciate!


C'è qualcosa in particolare che ti diverte o apprezzi dell'essere una freelance nell'industria videoludica?

In realtà ho una disabilità invisibile che mi impedisce di lavorare secondo i classici orari da ufficio. Bisogna impegnarsi MOLTO e richiede un'attività frenetica per trovare lavoro, ma si adatta ai miei punti di forza e soddisfa le mie esigenze di vita. Mi piace avere la libertà di accettare progetti belli e interessanti, oltre a tutto ciò che deriva dall'essere freelance, nonostante le difficoltà (soprattutto di essere una freelance americana).


Quali sono le donne nell'ambiente dei videogiochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Gwen Frey è una delle prima persone con cui ho lavorato. Anche se non è ufficialmente una mia mentore, lavorare insieme a lei è stata una delle esperienze più istruttive della mia vita. È una forza assoluta, in particolare osservando come una veterana dell'industria come lei opera durante la produzione ma anche nelle reti di contatti. Mi ha aiutata in tanti modi, insegnandomi come funziona il lato economico di questo mondo, portandomi a vari eventi e altre situazioni del genere. Non la ringrazierò mai abbastanza. Vorrei anche nominare Alanna Linayre e Bertine Van Hövell per essere state delle amiche che mi hanno aiutata incredibilmente e che mi hanno sempre dato consigli fantastici, realisti e validi. Vorrei poter elencare tutte le donne che ammiro in questo settore, ma sarebbe una lista infinita.


Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nell'industria videoludica?

Il mio consiglio per chiunque sia alle prime armi è di partecipare ai game jam e di iniziare e finire rispettando una scadenza. È un processo che rende velocemente pragmatici per quanto riguarda lo sviluppo. Consiglio anche sempre di trovare delle persone che lavorino nello stesso campo e che si trovino più o meno nello stesso punto della carriera, perché in questo ambiente possono capitare momenti veramente scoraggianti. Far parte di una comunità che sostenga e incoraggi è enormemente d'aiuto per quanto riguarda la motivazione, ed è sempre possibile condividere consigli e collaborare. Nell'industria dei videogiochi esistono tante comunità per persone marginalizzate che forniscono un ambiente sicuro per chi voglia imparare e crescere insieme. Sono anche una fanatica delle reti di contatti, quindi consiglio sempre di conoscere bene la gente: aiuta sapere di essere la prima persona a cui si pensa quando si parla del tuo ruolo.


A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Sono lentissima nei titoli per giocatore singolo e in genere lo faccio con qualche anno di ritardo. Al momento sto lentamente procedendo su Sable e Nier Gestalt, e sto completando i contenuti post-game di Pokémon Diamante Lucente e Super Mario Odyssey. Anche se ultimamente sto per lo più giocando a Warframe e Guilty Gear Strive. Per quanto riguarda i giochi che aspetto: Kirby. Voglio troppo il nuovo Kirby.
 

Bekah Saltsman - CEO e co-fondatrice di Finji

Celebrating Women In Games Bekah Saltsman

Rebekah Saltsman è la CEO e co-fondatrice di Finji. Finji è uno studio di sviluppo e un editore indipendente con sede a Grand Rapids, in Michigan, con più di 18 collaboratori che lavorano sia sul lato editoriale che dello sviluppo interno. Rebekah è un membro del GDC Advisory Board. Ha partecipato come mentore al programma Summer Incubator di NYU, ha fatto volontariato come organizzatrice per il programma di tutoraggio su Train Jam ed è intervenuta in eventi a tema videoludico di tutto il mondo. Afferma che il suo lavoro migliore sia stato creare l'EZ Baking Challenge Panel al PAX.

Il tuo studio videoludico si definisce un'operazione "da mamma e papà". Come si crea uno sviluppatore videoludico che abbia questa struttura in mente e come lo si porta al successo?

Finji è stata co-fondata da me e Adam Saltsman, e non è una coincidenza che abbiamo lo stesso cognome. Adam è mio marito. Sin dall'inizio, per quanto riguarda sia i team di sviluppo che i rapporti editoriali, abbiamo visto il nostro lavoro collaborativo come il pezzo di un enorme puzzle. Nel 2014 i team coincidevano con noi due: Adam si occupava di insegnare design, tecnologia e produzione, mentre io gestivo lo sviluppo economico, il marketing e i bilanci dei giochi. Eravamo davvero un'operazione da "mamma e papà". Adesso Finji ha molti più processi e strutture di quanti ne avesse nel 2014. La parte della cultura di Finji che ci siamo impegnati molto a mantenere durante la crescita è la necessità che tutto lo staff dia importanza a una comunicazione eccellente tra i vari membri dei team di tutte le discipline. Parliamo di costruire una community non solo tra i nostri fan, ma anche tra noi che creiamo videogiochi. Ci impegniamo a fondo per non limitare i nostri sforzi creativi al solo team di sviluppo interno. Insieme creiamo cose migliori e ci sforziamo per fare in modo che ci sia spazio perché chiunque possa proporre idee, lavorare insieme alle altre discipline e contribuire al bel lavoro che facciamo internamente e insieme ai nostri partner. Io e Adam sappiamo di non essere sempre nel giusto e che, se non creassimo uno spazio in Finji dove altre idee possano prendere forma, non cresceremmo come designer, mentori e persone.


Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nell'industria videoludica?

Sono entrata nell'industria da un percorso laterale. Non ho frequentato una scuola per videogiochi e non ho mai considerato una carriera nei videogiochi. Sono finita per sbaglio in questa industria e ho finito con l'innamorarmi del lavorare con i videogiochi. È un settore che può rivelarsi brutale: si ha a che fare con colleghi che insultano e sminuiscono, ci si sente spesso sole nel proprio studio quando si è una delle poche donne (se non l'unica) che lavorano lì. Si fa fatica a trovare uno studio che mantenga la promessa di un equilibrio decente tra vita e lavoro. È tutto orribile. Non c'è modo di indorare la pillola ed è per questo che perdiamo così tante amiche e collaboratrici di talento, brillanti e marginalizzate, che ogni giorno finiscono col passare a lavorare per un'industria potenzialmente più sicura. Il mio unico consiglio è trovare un mentore. Trovate qualcuno che vi riconosca, che veda quanto valiate e che vi tiri su mentre cercate il vostro spazio all'interno del settore. Negli ultimi anni ho conosciuto più di un centinaio di altre madri in quest'industria. Moltissime sono completamente sole nel proprio studio essendo le uniche mamme dell'intero edificio. È difficile costruire una community quando si è da soli. Queste amiche sono mentori in modi che probabilmente nemmeno comprendono. Trovate queste persone che vi diano una prospettiva, che stiano in guardia per voi quando non potete farlo da sole. Ci siamo e vogliamo prenderci cura di voi, perché anche la vostra voce ha importanza.


C'è qualche libro o articolo che hai trovato utile nel corso della tua carriera e che vuoi consigliare?

Sono un'avida lettrice. Al momento sto leggendo Fear is the Mind Killer: How to Build a Training Culture that Fosters Strength and Resilience di Kaja Sadowski (una maestra di arti marziali). Il tema principale tratta di come possiamo costruire degli ambienti formativi che aiutino chiunque a crescere, sia per chi è pronto che per chi arriva da un caso di vulnerabilità personale o sistemica. È scritto da un punto di vista della crescita mentale per incoraggiare la crescita nelle arti marziali. Nonostante questo, i principi sembrano sovrapporsi, se si considerano la giustizia e la sicurezza all'interno del processo di uno studio. Ci sono altre cose che mi sono rimaste impresse nel corso degli anni. Più di 10 anni fa ho partecipato a un seminario sulla pubblicazione di libri basati sull'autore presso la libreria Book People a Austin, in Texas. Molte delle mie opinioni fondanti sulla gestione di un marchio personale o di uno studio provengono da quel seminario. È la base del modo in cui ho progettato l'approccio di Finji alle convention, il modo in cui vagliamo le interviste e parliamo di accettazione, il modo in cui pianifico un marketing che rimanga impresso e i piani per le pubbliche relazioni; quasi tutto ciò su cui ho lavorato e che ha a che fare con l'esterno è iniziato dopo quel seminario, e non aveva nulla a che vedere con i videogiochi. Raccolgo idee da quasi tutto ciò che leggo, comprese le storie di fantasia. Studiando la cultura delle celebrità è possibile imparare molto sulla cultura dei consumatori e sui fandom. Se si osserva cosa dicono e come lo dicono, è possibile capire i principali cambi di attenzione per il marketing delle aziende più grandi. Tutto questo ispira il modo in cui posiziono Finji sia nell'industria che nella mia comunità.


Quali sono le donne nell'ambiente dei videogiochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

A differenza di molte persone appartenenti a questo settore, ho avuto la fortuna di viaggiare molto nel corso degli anni e di incontrare delle donne davvero spettacolari che lavorano nella nostra industria. Ci sono tantissime donne che ammiro (mi riferisco soprattutto a Siobhan Reddy, Brenda Romero e Amy Hennig) con cui non ho avuto l'opportunità di lavorare quanto avrei voluto. Nonostante questo, negli ultimi anni sono riuscita a conoscerne tante altre che sono state mentori ufficiali e non ufficiali, e di cui apprezzo il costante sostegno. Hannah Nicklin è la direttrice e narrative designer di Die Gute Fabrik, ed è una persona per cui ho fatto da mentore e che è stata sua volta mia mentore nell'ambito del narrative design sin dal 2019. Leyla Johnson di Mohawk Games è una persona a cui posso scrivere in ogni momento. Karen Mitchell, Jane Ng, Mira Metchley e Kate Ludlow sono tutte donne che rispetto e che chiamo quando ho bisogno di opinioni intelligenti.


A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Sono super emozionata per il rilascio, verso la fine dell'anno, di un progetto condotto da donne! Si chiama I Was a Teenage Exocolonist. Ho intenzionalmente messo in pausa la mia prima partita completa di Exocolonist perché voglio viverla il più vicino possibile alla data di uscita. Inoltre, giocherò a qualsiasi cosa su cui lavori Hannah Nicklin, perché è fenomenale. Nell'ambiente dei titoli tripla A, non vedo l'ora di giocare al nuovo progetto di Amy Hennig. Per quanto riguarda gli ultimi annunci, ci sono due giochi a cui hanno lavorato donne o un cast variegato che voglio provare. Thirsty Suitors e Goodbye Volcano High sono MOLTO IN ALTO nella mia lista di cosa giocare quest'anno. Non vedo l'ora di scoprire che lavoro avranno fatto gli abilissimi sviluppatori di Possibility Space. Attendo la prossima tappa del progetto di The Glory Society. Ogni volta che Heather Penn condivide una sua opera su Twitter, mi emoziono per il gioco che sta creando. Voglio vedere questi giochi creati da team dinamici che lavorano insieme a qualcosa di diverso.
 

Christine Lai - Delivery Lead per Teamfight Tactics Cosmetics di Riot Games

Celebrating Women In Games Christine Lai
Christine Lai lavora per Riot Games come delivery lead della Cosmetics Initiative di Teamfight Tactics, includendo Battle Pass, strateghi, arene, Boom e tanto altro. Conduce gli sforzi collaborativi con i team di sviluppo regionali al lavoro su strateghi e contenuti di gioco. In precedenza era la delivery lead di Teamfight Tactics Mobile. Ha anche lavorato a operazioni in tempo reale, localizzazione e pubblicazione di League of Legends e Teamfight Tactics PC per giocatori di tutto il mondo.

Come fai a gestire bene il tuo spazio?

È importantissimo creare un ambiente lavorativo sicuro e collaborativo, e ho la fortuna di lavorare insieme a una squadra che lo promuove molto bene. Questo ambiente rende possibili tante conversazioni che danno vita a splendide idee che superano le aspettative dei giocatori. Aiuta anche a creare un legame e un rapporto di fiducia tra i membri della squadra. Inoltre, crea un ambiente sicuro dove tutti possono commentare e fare in modo che i creativi si sentano al sicuro anche in caso di fallimento, specialmente perché apprezziamo i commenti e l'innovazione!


Come trovi ispirazione nel tuo ruolo?

Cerco di trovare l'ispirazione in tutto: da amici, hobby, serie TV... tutto. Da The Great British Bake Off ho imparato come fornire dei feedback equilibrati. Dalla Formula 1 ho imparato gli stili di gestione dei team e i risultati dello stile di leadership. Chattando con i miei amici possono condividere con loro delle idee e imparare. La parte difficile è riconoscere le opportunità che è possibile trasformare in ispirazione. Ce ne sono tante, ma trovarle e unire i puntini è ciò che permette di continuare ad alzare l'asticella.


Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nell'industria videoludica?

Non abbiate paura di fare domande! L'arte di fare domande non si limita a ottenere risposte. Non si acquista solo conoscenza, ma si costruisce anche un rapporto di fiducia con gli altri. Quella che potrebbe sembrare una domanda banale (per esempio, "cosa fa questo servizio?") a volte può aprire tanti spunti di conversazione oltre a ottenere la risposta che serve e comprendere meglio il lavoro dei propri colleghi, specialmente quando si collabora attraverso diverse arti e discipline. Inoltre, se steste rispondendo a qualcosa, potete tranquillamente chiedere un po' di tempo per processare i pensieri e poi fare la domanda!


C'è qualche libro o articolo che hai trovato utile nel corso della tua carriera e che vuoi consigliare?

Mindset: The New Psychology of Success di Carol S. Dweck è un libro fantastico sotto ogni punto di vista. Il mio mentore me l'ha consigliato e l'ho letto quando ho iniziato a lavorare nella produzione videoludica. Mi ha aiutata a riflettere sul mio viaggio fino a quel punto e ho anche imparato a diventare una leader che incoraggi gli altri, che celebri i loro successi e che li aiuti nel momento del bisogno.


Quali sono le donne nell'ambiente dei videogiochi a cui ti ispiri o che ti hanno fatto da mentore?

Tutte le donne con cui ho lavorato finora. Vorrei poterle nominare una per una! Ascoltare i loro percorsi sono stati d'ispirazione. Sono tutti così diversi l'uno dall'altro. Ho apprezzato particolarmente che abbiano condiviso con me le loro storie e poi mi abbiano permesso di fare domande. Mi ha aiutato a imparare dalle loro esperienze. Imparare dalle persone che ci circondano ci permette di ottenere prospettive diverse. Penso che questo sia importante in generale, perché è possibile percorrere tante strade diverse.


A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Animal Crossing: New Horizons! No, non è una nuova versione, ma quella di 2 anni fa. Quando è uscito non possedevo una Switch, ma ora sì, quindi non vedo l'ora di trasformare il mio spazio e aggiungere tante decorazioni carine!
 

Hana Dinh - Product Lead dei Behavioral Systems di League of Legends

Celebrating Women In Games Hana
Hana Dinh lavora per Riot Games come product lead dei Behavioral Systems di League of Legends. Il team incaricato di questo dipartimento si assicura che i giocatori interagiscano tra di loro in modo sano quando giocano a League of Legends. Hana ha più di otto anni di esperienza nel lavorare con la tecnologia nei campi della gestione dei prodotti, dell'analisi di dati e del successo dei clienti. Crede nel costruire una tecnologia che crei uno spazio online inclusivo, soprattutto per gli individui più marginalizzati.

Come fai a gestire bene il tuo spazio?

Nello spazio comportamentale dei giocatori ci sono tre abilità fondamentali che sfrutto per assicurarmi di riuscire a creare i migliori risultati per i nostri giocatori.

Empatia: il comportamento dei giocatori può essere uno spazio incredibilmente caricato. Siamo fortunati ad avere dei giocatori tanto appassionati del nostro gioco, ma il risultato è che porta in superficie dei sentimenti forti che vanno dalla frustrazione allo scetticismo, e tutto ciò che c'è nel mezzo. È mia responsabilità capire tutte queste posizioni in modo da poter comprendere e assicurarmi di sostenere i nostri giocatori e soddisfare i loro bisogni.

Ricerca: anche se questo spazio è relativamente nuovo, abbiamo provato tante strategie diverse con vari gradi di successo. È importante familiarizzare con i successi e i fallimenti del passato, in modo da assicurarci di imparare a prendere la decisione migliore.

Oltre a ciò che è stato già provato nei videogiochi, i fattori che contribuiscono al comportamento dei giocatori sono intricati e sfaccettati. Per approcciarsi a questo spazio in modo olistico è fondamentale capire meglio tutte queste componenti, che vanno dalla disinibizione online alla deindividualizzazione, e imparare da altre discipline più sviluppate, come la psicologia. Innovazione: in tutto il mondo i successi in questo spazio sono stati abbastanza limitati. Molti dei successi raggiunti sono stati controbilanciati dall'aumentare delle sfide dovute alle deviazioni online dai comportamenti leciti. Per questo motivo è importante cercare nuovi approcci pensando fuori dagli schemi, collegando i puntini tra varie discipline e ispirandosi a prospettive diverse.


Come trovi ispirazione nel tuo ruolo?

Trovo ispirazione nel legare il mio lavoro ai giocatori. Quando ogni giorno mi presento a lavoro, mi sento motivata grazie ai milioni di giocatori che amano il nostro gioco e alla gioia che portiamo loro. Capisco benissimo che per molte persone le sfide attorno ai comportamenti dei giocatori rimuovano la gioia dalla loro esperienza. Ciò che mi dà la carica è fare tutto il possibile per evitare che succeda.

Infine, spero di capire come poter utilizzare l'immenso potere della tecnologia per costruire delle community sane nelle quali poter interagire naturalmente per creare collegamenti, non divisioni. Anche se capisco che possa essere considerato un obiettivo ambizioso, riconoscere che ogni giorno mi ci avvicino sempre di più lo rende uno sforzo incredibilmente significativo.

 

Qualche consiglio per le donne che vogliono entrare nel mondo videoludico?

Approfittate di ciò che vi rende uniche! Il mondo dei videogiochi ha un disperato bisogno di prospettive uniche e diverse. Assicurarsi di rappresentare la propria unicità nel modo più autentico possibile sarà inestimabile per il futuro successo dell'industria.
 

C'è qualche libro o articolo che hai trovato utile nel corso della tua carriera e che vuoi consigliare?

Attraverso le varie fasi della mia vita, ognuno dei seguenti libri è stato fondamentale per la mia crescita:
Lean In: Women, Work and the Will to Lead di Sheryl Sandberg
Half the Sky: Turning Oppression into Opportunity for Women Worldwide di Nicholas Kristof e Sheryl WuDunn
Braving the Wilderness: The Quest for True Belonging and the Courage to Stand Alone di Brené Brown
The Four Pivots: Reimagining Justice, Reimagining Ourselves di Shawn Ginwright

 

A quali giochi stai giocando o non vedi l'ora di giocare?

Kena: Bridge of Spirits

Alcune interviste sono state modificate per ragioni di chiarezza e brevità.