
Ecco come si svolge una partita nel roguelike 33 Immortals a 33 giocatori

Sulla carta, 33 Immortals sembra quasi impossibile da concepire. Riecheggiando il titolo del gioco, Thunder Lotus afferma che il suo prossimo dungeon crawler roguelike prevederà 33 giocatori unici per partita. 33 giocatori! Ma come può un roguelike gestire 33 giocatori? È difficile immaginarlo, anche perché i capisaldi del genere come The Binding of Isaac, Hades e Enter The Gungeon sviluppano i propri avvincenti loop affinando e concentrando la difficoltà su uno o due giocatori.
Un roguelike hack and slash con visuale dall'alto e basato sulla collaborazione di così tanti giocatori solleva parecchie domande riguardo a bilanciamento, meccaniche di gioco, ritmo e comunicazione. Di recente ho parlato con Stephan Logier, direttore creativo, di questo improbabile matrimonio, delle fonti da cui il team di 33 Immortals ha tratto ispirazione e di come si svolge una partita reale.
A quanto pare, 33 Immortals è un affascinante ibrido tra roguelike e MMO. No, non ci sono gilde a cui unirsi né immensi sistemi sociali ed economici come negli MMORPG tradizionali, ma una rielaborazione delle caratteristiche più amate del genere in un formato più digeribile, incoraggiando e premiando il lavoro di squadra.
"A ispirarmi sono state le continue sorprese e l'imprevedibilità dei roguelike", ha affermato Logier citando giochi come Hades e sottolineando anche gli aspetti sociali del fare squadra con estranei per affrontare boss enormi in titoli come World of Warcraft e FINAL FANTASY XIV. "La portata e lo spettro delle esperienze in questi giochi mi ha semplicemente stupito".
Come funziona un roguelike a 33 giocatori
Prima di attraversare l'Eternal Gate (Cancello eterno), un enorme portale dorato nel mondo principale di 33 Immortals, il giocatore deve scegliere un'arma tra quelle classiche dei fantasy da combattimento (archi e frecce, spade, bastoni magici), ognuna delle quali è caratterizzata da una specifica abilità di squadra (ne parleremo più avanti).
Una volta completato l'equipaggiamento si attraversa il portale per poi scegliere tra i regni dell'Inferno e quelli del Purgatorio (al termine dell'accesso anticipato sarà disponibile anche il Paradiso). A questo punto, il giocatore viene assegnato a una lobby e catapultato casualmente in un regno con gli altri Immortal. L'Inferno prevede 33 giocatori, che scendono a 22 nel Purgatorio e a 11 nel Paradiso. Volendo, è possibile formare una squadra con un massimo di altri tre amici ma non è strettamente necessario perché ci si genera sempre vicino a una manciata di altri giocatori. Una volta che la squadra assegnata casualmente avrà preso confidenza con il mondo, inizierà ad affrontare le armate dell'Heaven (Cielo), incaricate di reprimere la rivolta contro il divino.

Dopo aver eliminato alcuni nemici, con tutta probabilità il giocatore arriverà nei pressi di una Torture Chamber (Camera delle torture) simile a una sala delle sfide di Hades, dove, bilanciando rischi e ricompense, affronterà un'orda di nemici nella speranza di ottenere utili premi che, in 33 Immortals, consistono in reliquie che migliorano le statistiche o conferiscono potenziamenti o bonus.
È possibile giocare in solitaria ma è sconsigliabile perché, per affrontare le Torture Chamber, sarà comunque necessario collaborare con gli altri Immortal. Lanciare dei segnali in corrispondenza della porta della camera permette agli amici di usare la mappa del mondo per teletrasportarsi lì e fornire aiuto per superare la sfida, ma non è detto che basti. È infatti possibile che l'intera squadra soccomba.
Se (o quando) dovesse accadere, il giocatore tornerà al mondo principale da cui è partito, dove potrà incontrare Dante, che lo aiuterà a sbloccare potenziamenti e miglioramenti persistenti, o Beatrice, che gli offrirà una scelta tra quattro armi: Justice Sword (Spada della giustizia), Hope Bow (Arco della speranza), Greed Daggers (Pugnali dell'avidità) e Sloth Staff (Bastone dell'accidia), più altre che saranno disponibili durante l'accesso anticipato e successivamente.
"L'immediatezza e l'irreparabilità della morte permanente creano una dinamica tesa e interessante", ha affermato Logier, "ma non si muore definitivamente fin da subito". Una volta per round, l'anima del personaggio principale rimane anche se il suo corpo viene distrutto. Si attiva un intervallo di 30 secondi in cui può vagare come anima libera alla ricerca di qualcuno che rianimi il giocatore.
Con un po' di fortuna, un alleato potrebbe eseguire la rianimazione proprio quando il conto alla rovescia di 30 secondi si avvicina preoccupantemente allo zero, in uno di quelli che Logier definisce "momenti di collaborazione epica", ovvero le dinamiche sempre nuove che nascono dalla collaborazione nelle esperienze multigiocatore come le incursioni negli MMO.

Dopo la rianimazione, il giocatore e i suoi alleati Immortal superano le Torture Chamber grazie all'abilità di squadra con l'arco. Gli arcieri possono infatti posizionare tre rune sul terreno: se ogni vertice del triangolo è al suo posto, i tre membri della squadra lanciano una potente raffica di frecce nella direzione in cui è rivolta la figura geometrica, respingendo così un'ondata di nemici. In 33 Immortals ogni arma ha un potere diverso ma, proprio come avviene durante le incursioni negli MMO, sono studiate in maniera da favorire la collaborazione rispetto alla forza individuale.
Il gioco di squadra è a tutti gli effetti il cardine attorno a cui ruota 33 Immortals, come dimostrano anche la statistica Empathy (Empatia), che potenzia l'abilità cooperativa di ogni arma, e una meccanica chiamata "Co-strike" (Colpo collaborativo) che aumenta le probabilità di critico quando il giocatore e un alleato attaccano un nemico contemporaneamente.
Logier ha ripetutamente sottolineato l'importanza della cooperazione, affermando che "i giocatori sono molti e nessuno può vincere da solo", anche se poi ha chiarito che "completare il gioco in solitaria non è impossibile ma è molto, molto difficile". È più fattibile diventare uno dei più forti tra i 33 sfruttando la fortuna nella raccolta di oggetti, l'intelligenza nell'avanzamento nel metagioco e una build efficace del personaggio, ma anche in questo caso è comunque pericoloso esplorare la mappa in solitaria. È sempre meglio rimanere in gruppo.
E non è nemmeno necessario preoccuparsi dell'eventualità che problemi tipici delle esperienze cooperative come la divisione del bottino interferiscano con i progressi della squadra. Ogni oggetto conquistato abbattendo un nemico o completando una Torture Chamber viene assegnato a livello locale, cosa che permette di ottenere ben due risultati dato che, oltre a eliminare l'incombenza di dover dividere il bottino duramente guadagnato, garantisce anche l'unicità dell'esperienza di gioco di ogni membro del gruppo durante la partita, permettendo a ogni giocatore di costruire la propria build e avanzare con il proprio stile di gioco.
Man mano che il gruppo continua a esplorare, rianimare e collaborare in base alle necessità, il giocatore potrà anche dedicarsi a utili obiettivi aggiuntivi, come ad esempio affrontare un mini boss a guardia di un forziere o trovare un altare che conferisce un provvidenziale potenziamento alla squadra.

Ma attenzione all'evento Wrath of God (Ira divina), che si attiva sporadicamente in 33 Immortals ogni volta che Dio nota una ribellione contro il suo giudizio finale e si manifesta sotto forma di diversi accadimenti letali volti a dividere il gruppo e a ridurne i ranghi.
Ad esempio, una volta completate abbastanza Torture Chamber, le pareti inizieranno a stringersi attorno agli eroi e una tempesta di Holy Fire (Fuoco sacro) li costringerà a correre verso un piccolo punto al centro della mappa dove li aspetterà la sfida più impegnativa affrontata fino a quel momento: un'Ascension Battle (Battaglia per l'ascensione). Il gioco ne prevede tre nell'Inferno, due nel Purgatorio e una nel Paradiso. Tutti gli Immortal rimasti in vita dovranno allearsi per sconfiggere una serie di potenti nemici in un'area ristretta per poi affrontare il vero boss della partita.
Come ci si potrebbe aspettare, i boss di 33 Immortals mettono alla prova la capacità del giocatore di collaborare e improvvisare insieme a un manipolo di estranei con cui scambiare cure, potenziamenti e abilità delle armi evitando al tempo stesso i formidabili attacchi ad area del boss. Per sconfiggerlo sarà necessario combinare al meglio abilità e gioco di squadra.
Sconfiggere un boss permette di completare le missioni e ottenere valute utilizzabili per sbloccare nuove armi, costumi, abilità e altro ancora. E tornare in gioco dalla Dark Woods (Selva oscura) con una nuova prospettiva è semplice e veloce. Questa filosofia di progettazione, definita da Logier "recupera e attacca", mira a smussare alcuni problemi di matchmaking che potrebbero derivare dal richiedere a 33 giocatori di entrare contemporaneamente in una partita, eliminando al tempo stesso alcune ridondanze che rallentano le incursioni negli MMO tradizionali.

"Il nostro obiettivo è creare storie tra giocatori", ha aggiunto Logier. "Quei momenti epici in cui qualcuno salva la situazione oppure quando, collaborando grazie ai poteri cooperativi e combattendo insieme, si riesce a ottenere o a completare qualcosa che in solitaria si sarebbe rivelata un'impresa impossibile".
Se vuoi farti un'idea in prima persona delle meccaniche cooperative hack and slash di 33 Immortals, la prossima fase di test beta inizierà il 28 gennaio sull'Epic Games Store. Per saperne di più, iscriviti nella pagina web di Thunder Lotus Games.