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Tchia prende forma dai ricordi nostalgici dell'infanzia in Nuova Caledonia

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Brian Crecente
14 giu 2022

 Tchia è uno dei giochi indie più interessanti dell'anno. Questo vivace gioco di avventura porta i giocatori all'interno di un mondo tropicale ispirato alla Nuova Caledonia, una piccola isola del Pacifico.

Ogni angolo di questo paradiso tropicale è perfetto per arrampicarsi, osservare dall'alto, esplorare tra le onde e nuotare; ma non è tutto: Tchia premette di "passare da un'anima all'altra", entrando all'interno degli animali e degli oggetti inanimati per esplorare e risolvere enigmi.

Abbiamo già detto che è anche possibile suonare un ukulele?

Per scoprire qualcosa in più sul gioco, che sarà disponibile a partire dai primi mesi del prossimo anno, abbiamo fatto due chiacchiere con Phil Crifo, game director presso lo studio di sviluppo Awaceb, su come la sua infanzia in Nuova Caledonia e il suo percorso personale abbiano contribuito alla creazione di Tchia e a ciò che i giocatori possono aspettarsi dal gioco.
Tchia Folks

Il gioco è ispirato alla Nuova Caledonia, questo è evidente. Che cosa ti ha spinto a puntare sull'isola e come è stata influenzata la fase iniziale dello sviluppo?

Crifo: "Se nasci e trascorri la tua intera infanzia su un'isola remota, prima o poi inizierà a starti stretta (sono convinto che capiti lo stesso anche con le città piccole). Quando ho compiuto 18 anni, il mio desiderio era salutare la Nuova Caledonia e andare in Europa per vivere un'esperienza diversa, più grande. Dopo pochi anni, mi sono reso conto che la mia isola offre un ambiente davvero speciale in cui crescere! Penso che allontanarmi per un po' di anni mi abbia aiutato a farmi un'idea migliore e a trovare un modo nuovo e diverso per apprezzarla. Aggiungici un pizzico di nostalgia per la vita da ragazzino e ottieni uno splendido mix di storie da raccontare e di elementi da cui trarre ispirazione. E per me, l'ispirazione giusta è arrivata proprio mentre stavamo mettendo nero su bianco le idee di base per un nuovo progetto, intorno al 2018. La Nuova Caledonia è nel nostro DNA e ha plasmato ciò che siamo oggi, con cultura, paesaggi e folklore incredibilmente ricchi e di cui sono disponibili pochi contenuti online. L'idea ci è sembrata nuova, reale e autentica e abbiamo pensato che sarebbe stato un tipo di progetto su cui costruire le fondamenta di Awaceb. La scelta è stata fondamentale per il gioco, perché ogni successiva decisione artistica e di progettazione ha dovuto tenere in considerazione la cultura a cui ci volevamo ispirare. Ma non si è mai rivelata una limitazione, bensì un favoloso quadro in cui muoverci, perché ogni difficoltà e ogni domanda trovavano risposta negli elementi reali e tangibili a cui facevamo riferimento.
Tchia Fish

La possibilità di saltare da un'anima all'altra con oltre 30 animali giocabili e centinaia di oggetti è davvero eccezionale." In che modo questo livello di giocabilità in un mondo aperto ha influenzato la progettazione?

Crifo: "Fin dagli albori, ho progettato il gioco affinché funzionasse come una scatola di giocattoli. Volevo che offrisse la sensazione più fisica e tattile possibile con meccaniche in grado di creare un'esperienza sana, splendida e corposa! Con questa idea di base per il gioco, ci siamo immersi nell'ambientazione per la progettazione di ogni meccanica. La possibilità offerta da Tchia di passare da un'anima all'altra con animali e oggetti non poteva essere limitata a una noce di cocco e a pochi animali, perché non è così che funziona una scatola di giocattoli! Abbiamo quindi scelto un approccio che permettesse di prendere possesso di qualsiasi cosa intorno a noi; ha richiesto un notevole lavoro di progettazione delle animazioni e dei movimenti, ma che credo che, alla fine, offra una libertà davvero eccezionale. I giocatori possono anche controllare il flusso dell'esperienza. Vogliamo esplorare in modo più lento e apprezzare ogni dettaglio? Basterà muoversi a piedi per girovagare in libertà. E se ci trovassimo di fronte a una scogliera troppo alta e non avessimo voglia di perdere tempo nella scalata, allora basterà far saltare la nostra anima nel corpo di un uccello e farci dare un passaggio fino in cima! Il nostro obiettivo non era personalizzare e gestire il ritmo, bensì offrire ai giocatori la possibilità di gestire loro stessi il ritmo in ogni momento. Sono comunque presenti scene e sequenze più guidate e limitate, ma la giocabilità del mondo aperto si basa sul livello di libertà maggiore possibile."

Ci puoi raccontare qualcosa della realizzazione di biomi e condizioni atmosferiche di Tchia?

Crifo: "Come ho accennato prima, la scelta della Nuova Caledonia come fondamenta del gioco ha offerto una struttura meravigliosa su cui lavorare. Ha influenzato ogni aspetto della costruzione dell'arcipelago. L'obiettivo era celebrare ogni aspetto della Nuova Caledonia, inclusi i numerosi tipi di paesaggi e condizioni climatiche. Quando pensiamo a un'isola del Pacifico, ci vengono in mente spiagge bianche e palme da cocco; certo, queste non mancano di sicuro! Ma la Nuova Caledonia è anche paludi, barriere coralline mozzafiato, catene montuose, pianure di un rosso intenso, savane aride, foreste tropicali e zone urbane con fabbriche e città. L'idea è stata quella di prendere tutti questi elementi e condensarli in un arcipelago che fosse divertente da scoprire e in cui i giocatori potessero gustarsi le nuove atmosfere e le diverse sensazioni con la semplice esplorazione. Abbiamo anche ricreato alcuni paesaggi iconici, molto fedeli all'originale oppure con qualche modifica artistica; realizzarli è stato molto divertente. Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, non potevano ovviamente mancare gli infuocati tramonti tropicali, ma abbiamo anche le mattine velate dalla nebbia e le intense piogge tropicali, fondamentali per cambiare in modo drastico le condizioni dei diversi luoghi del gioco."
Tchia Ukulele

La possibilità di suonare l'ukulele all'interno del gioco è geniale. Quanto è importante questo elemento per la giocabilità di base? Che cosa ha portato alla decisione di aggiungerlo e come è stato progettato?

Crifo: "Eravamo convinti che la musica dovesse giocare un ruolo importante nel gioco, perché è un elemento fondamentale della cultura della Nuova Caledonia, quindi uno strumento che potesse essere suonato all'interno del gioco sarebbe stato proprio adatto. Realizzarlo in modo fedele all'originale, con tutte le sue caratteristiche musicali, all'interno del mondo aperto è stato complesso dal punto di vista tecnico, ma non potevamo limitarci a poche melodie di base! Permettere che l'ukulele avesse un impatto notevole sul gioco non è stato una passeggiata, ma offrire ai giocatori la possibilità di suonarlo in qualsiasi momento ha fatto parte del nostro approccio in stile "scatola di giocattoli". Penso che ne sia risultato uno strumento virtuale davvero splendido e non vedo l'ora di scoprire come i giocatori riusciranno a utilizzarlo!" 

Che cosa ti auguri di ottenere con la realizzazione di Tchia?

Crifo: "La Nuova Caledonia viene nominata molto, giustamente, e mi auguro che non metta in secondo piano il fatto che abbiamo realizzato un gran bel titolo. Abbiamo deciso fin dall'inizio di realizzare un gioco e raccontare una storia che fosse universale e che potesse essere apprezzata da chiunque in ogni angolo del mondo, anche da chi non ha nessuna conoscenza della Nuova Caledonia. Questo concetto è molto importante per noi: ci ha guidati, da un lato, nella realizzazione di un progetto che rendesse onore alle nostre ispirazioni culturali e, dall'altro, nella creazione di un prodotto attraente per tutti. Sono convinto che il risultato sia ottimo e che abbiamo trovato il giusto equilibrio (questo è il motivo per cui il mondo di Tchia è completamente immaginario e non utilizza nomi o luoghi reali). Se Tchia susciterà nei giocatori curiosità nei confronti della Nuova Caledonia, non potrò che esserne contento, ma ciò che più mi auguro è che le persone che lo giocheranno si possano divertire grazie alla storia, alle tematiche e alla giocabilità.