
Delta Force punta il mirino contro gli sparatutto più popolari sulla piazza

Prima di Call of Duty, prima di Battlefield, addirittura prima di Medal of Honor c'era Delta Force. Uscito nell'ottobre del 1998, questo gioco di NovaLogic fu uno dei primi sparatutto tattici in prima persona.
Arrivato appena due mesi dopo Rainbow Six di Red Storm Entertainment, Delta Force consisteva in 40 missioni in varie ambientazioni militari moderne da completare impersonando un agente operativo di livello 1. Al netto delle somiglianze con Rainbow Six, Delta Force era caratterizzato dall'avveniristica tecnologia Voxel Space, che consentiva di simulare operazioni militari su campi di battaglia molto più vasti di quelli allora presenti in tutti gli altri sparatutto in prima persona.

Delta Force ebbe abbastanza successo da generare un sequel e alla fine divenne una serie, il cui capitolo più famoso fu Delta Force: Black Hawk Down del 2003. Ma mentre Call of Duty e Battlefield portavano la popolarità degli sparatutto a livelli stratosferici, Delta Force faticava a tenere il passo. L'ultimo titolo della serie, Delta Force: Xtreme 2, ricevette pessime recensioni e, mentre il mondo impazziva per Modern Warfare, NovaLogic optò per l'esfiltrazione definitiva dalla scena degli sparatutto militari moderni.
Ora, però, Delta Force è tornato. Sviluppato dallo studio cinese Team Jade, il reboot è più ambizioso, più vasto e più completo di qualsiasi capitolo precedente della serie. Con le classiche battaglie multigiocatore a squadre, una modalità di estrazione più moderna in cui i giocatori competono per accumulare bottino in aree di combattimento aperte e una campagna cooperativa o per giocatore singolo ispirata alla storia della serie, Delta Force punta il mirino direttamente verso i due franchise di sparatutto in prima persona che dominano la scena multigiocatore di questo genere da oltre un decennio.

Briefing della missione
Delta Force (inizialmente intitolato Delta Force: Hawk Ops) deve il suo improbabile revival a un'anomalia nella storia dei videogiochi. Nonostante la limitata popolarità della serie negli Stati Uniti e in Europa, questo titolo ebbe un successo straordinario in Cina.
"Era molto popolare nei net café cinesi intorno al 2000", afferma Leo Yao, responsabile di Team Jade. "All'atto pratico fu il primo sparatutto in prima persona PvP ad arrivare in Cina, anche prima di Counter-Strike".
Fu anche il primo sparatutto a cui il direttore di gioco di Delta Force, Shadow Guo, abbia mai giocato e lo stesso vale anche per altri sviluppatori di Team Jade. "Il nostro team principale è composto da veterani, molti dei quali sono nel genere sparatutto da oltre un decennio, e Delta Force è stato il primo sparatutto a cui abbiano giocato durante l'infanzia", spiega Guo.
Team Jade è formato da sviluppatori appartenenti al TiMi Studio Group, che ha già realizzato sparatutto per PC e dispositivi mobili come Call of Duty: Mobile e Assault Fire. L'obiettivo era quello di creare un titolo rivolto ai giocatori su PC, console e dispositivi mobili capace di lasciare il segno nel frenetico panorama degli sparatutto militari moderni.
"L'intero settore aveva bisogno di una ventata d'aria fresca", afferma Guo.
Più o meno nello stesso periodo, Team Jade venne a sapere che NovaLogic era interessata a vendere i diritti di Delta Force. "Quando abbiamo ricevuto queste informazioni non abbiamo esitato un attimo e siamo andati a parlare con loro", ricorda Yao.
Oltre a essere fan di Delta Force e a comprendere i vantaggi del realizzare un gioco basato su una licenza esistente, i membri di Team Jade credevano anche che la serie possedesse diversi elementi chiave adatti alle proprie esigenze.
"Ritenevamo che i titoli della serie Delta Force e le caratteristiche principali che li avevano resi eccezionali come il terreno aperto, le armi e il controllo del movimento dei personaggi, fossero ancora rilevanti al giorno d'oggi e volevamo non solo preservarli ma anche espanderli ed evolverli", spiega Guo.
In breve, Team Jade voleva offrire un'esperienza riconoscibile come Delta Force ma abbastanza moderna e innovativa da attrarre anche i giocatori che hanno più familiarità con gli sparatutto di oggi. Questo obiettivo è evidente in ogni aspetto della progettazione del gioco, ma è nella campagna che Delta Force si allinea maggiormente con gli sparatutto tattici di un tempo.

Black Hawk Down
La modalità multigiocatore di Delta Force è già disponibile (e i giocatori hanno potuto provarla, sebbene in spezzoni limitati, per diversi mesi prima dell'uscita) ma la campagna è ancora in fase di sviluppo e resta in gran parte avvolta nel mistero. Team Jade ha rivelato che si tratta di un reboot della campagna per giocatore singolo di Delta Force: Black Hawk Down del 2003, che narra gli eventi della battaglia di Mogadiscio resa famosa dal film di Ridley Scott del 2001.
Yao è restio a svelare troppi dettagli, tuttavia spiega che la campagna del reboot non sarà una replica di quella del gioco del 2003 ma "una combinazione" che vedrà elementi di quell'esperienza ibridati con aspetti del film di Scott e con dettagli ispirati all'evento stesso.
"Adoriamo il film e ci piace la campagna di Black Hawk Down della saga originale di Delta Force, quindi abbiamo ottenuto il copyright della pellicola", afferma. "Non sarà identico al film al 100% né al vecchio gioco".
Non è chiaro esattamente come la campagna coniugherà le due cose, ma includerà molti momenti chiave tratti sia dal gioco del 2003, sia del film di Scott. "Tutte le sequenze sono basate sulla realtà e su ciò che realmente accadde a Mogadiscio", afferma Yao. "Probabilmente i giocatori ricorderanno anche dei momenti della serie classica, quindi ne includeremo alcuni [nella] campagna".
Al di là delle sfumature specifiche, Team Jade spiega che la progettazione della campagna ruoterà attorno a due elementi chiave.

Il primo è l'immersività. Mentre la modalità multigiocatore di Delta Force è basata su Unreal Engine 4, la campagna sfrutta Unreal Engine 5 e tutte le nuove soluzioni tecniche offerte dal motore aggiornato di Epic, a partire dal sistema di riflessi e illuminazione globale Lumen fino al sistema di geometria virtualizzata ad alto livello di dettaglio Nanite.
Inoltre, Guo spiega che Team Jade ha "lavorato su un'intera suite di componenti aggiuntivi per entrambe le versioni del motore", tra cui una nuova tecnologia per il gameplay e "soprattutto" animazioni per i personaggi. "Stiamo anche sviluppando un nostro add-on per l'audio spaziale che è indipendente dal motore, per far sì che gli utenti possano immergersi al meglio nel gioco anche grazie al comparto sonoro".
Il secondo elemento chiave della progettazione della campagna di Delta Force è l'autenticità. Yao spiega che Team Jade non voleva che la campagna fosse "particolarmente basata sulla narrazione", come in una sorta di poligono di tiro fortemente indirizzato. Al contrario, lo studio ha puntato su un'esperienza "senza compromessi". I giocatori dovranno "seguire alcune tattiche, come non muoversi e non sparare se non si è con qualcun altro, altrimenti verranno colpiti dai nemici".
Sebbene affermi che "non si tratta di un soulslike", Yao sostiene che, per quanto riguarda la difficoltà, la campagna di Delta Force è progettata per essere "un'esperienza di quel tipo", con enfasi sulla rigiocabilità e sulla padronanza delle sfide.
Inoltre, data l'importanza del lavoro di squadra, la campagna includerà una modalità multigiocatore in cooperativa opzionale che permetterà a un massimo di quattro giocatori di affrontare le sfide insieme. "Sarà molto impegnativa e farà percepire ai giocatori tutta la pressione della guerra a Mogadiscio", aggiunge Yao.

Ricognizione
Una delle scelte creative più intriganti di Delta Force è quella di separare la campagna e la modalità multigiocatore non solo dal punto di vista tecnologico ma anche da quello temporale. Mentre la prima è ambientata nella Mogadiscio storicamente autentica del 1993, la seconda si svolge nell'anno 2035 in tutto il Nord Africa.
Ho chiesto a Guo il perché di questa scelta e mi ha spiegato che è stata in parte dovuta alle tematiche che Team Jade intende approfondire attraverso la storia della modalità multigiocatore.
"Volevamo esprimere e creare questo conflitto tra progresso tecnologico e tradizione, e riteniamo che a tal fine il Nord Africa sia il luogo perfetto per rappresentare l'attrito tra la tecnologia moderna e la tradizione e la cultura del posto. Un mix interessante che ci permette di liberare la creatività nella progettazione delle mappe e non solo", afferma Guo.
Ma la decisione è anche legata ad aspetti pratici riguardanti la tipologia di gioco che Team Jade sta realizzando. "Delta Force è un titolo a sviluppo continuo che puntiamo a supportare e sostenere per anni, e questo richiede aggiornamenti regolari", spiega Guo. "Non stiamo parlando di ritmi letargici ma di aggiornamenti costanti, frequenti e significativi, e l'ambientazione moderna del gioco ci permetterà di creare contenuti più interessanti, diversificati e inclusivi".
La natura di titolo a sviluppo continuo di Delta Force ha influenzato anche il processo decisionale relativo alle modalità di gioco da includere. Delta Force ne offre due principali: una modalità a squadre su larga scala e una modalità a estrazione in cui i giocatori si infiltrano in una vasta mappa per completare missioni e ottenere bottino per poi tentare di fuggire senza essere uccisi.
Yao ritiene che queste modalità più ampie e aperte siano anche più adatte ai giochi a sviluppo continuo rispetto a esperienze frenetiche in stile arcade. "Uno sparatutto in prima persona è maggiormente compatibile con lo sviluppo a lungo termine, al contrario delle esperienze arcade", afferma.

Guerra aperta
Nella prima di queste modalità, Warfare, i giocatori potranno sperimentare tutta la potenza di fuoco di Delta Force. Si tratta di un classico campo di battaglia simulato su larga scala, con combattimenti in cui la fanteria è supportata da blindati, mezzi di trasporto, truppe e veicoli aerei, con la possibilità di richiedere attacchi di artiglieria e sfruttare altre abilità speciali per devastare la squadra nemica e far avanzare la linea del fronte.
Nei casi migliori, simili modalità in stile Battlefield si sono rivelate spettacolari ed emozionanti, perfette per gli sparatutto, ma richiedono un'attenta progettazione per evitare da un lato che una squadra risulti enormemente superiore alla compagine avversaria, dall'altro che l'intero combattimento risulti stagnante e poco avvincente. Ho chiesto a Yao e a Guo quale approccio abbiano adottato per garantire combattimenti memorabili ed emozionanti senza compromettere il bilanciamento.
Non sorprende che il primo elemento importante per rendere interessanti queste battaglie siano le mappe stesse. "Vogliamo che ogni mappa PvP su larga scala rimanga impressa nei giocatori o che sia caratterizzata da un'atmosfera davvero unica", afferma Yao.

Cita ad esempio la mappa Ascension, ambientata su un'isola vulcanica, in cui i giocatori attaccanti iniziano la partita con un atterraggio in spiaggia per poi risalire lentamente le alture fino a una resa dei conti finale all'interno della base militare sulla vetta. "Alcune mappe sono molto affollate e offrono sparatorie a distanza ravvicinata mentre altre sono più simili ad Ascension, che privilegia i combattimenti a distanza", chiarisce. "Abbiamo puntato sulla diversificazione".
Anche i veicoli sono una componente cruciale delle battaglie su larga scala negli sparatutto in prima persona, ma mezzi mal progettati potrebbero rapidamente sbilanciare l'esperienza di gioco. Guo afferma che la soluzione è assicurarsi che ogni veicolo aggiunto alla mappa abbia uno scopo chiaramente identificabile, il che rende facile per i giocatori schierarsi in modo efficace sul campo di battaglia.
"I veicoli di trasporto truppe sono ottimi per garantire un rapido dispiegamento. Poi ci sono mezzi ideali per il supporto antiaereo, elicotteri armati per conquistare punti strategici e blindati per sfondare colli di bottiglia che la fanteria non riuscirebbe a superare", spiega Guo.
La modalità Warfare offre anche abilità per le uccisioni multiple che permettono ai giocatori di eseguire azioni come richiedere attacchi dell'artiglieria. Espedienti del genere sono piuttosto controversi negli sparatutto multigiocatore in quanto potenziano ulteriormente giocatori già abili.
Tuttavia, Guo crede che un numero maggiore di abilità aumenti le opzioni strategiche e offra quindi più possibilità di uscire dagli stalli e dare una svolta alle battaglie. "Vogliamo offrire ancora più strumenti per ribaltare l'equilibrio sul campo di battaglia, perché spesso i giocatori si ritrovano in una situazione di stallo e vorrebbero qualcosa che li rendesse più potenti", afferma. "Sarà anche necessario essere sempre molto attivi, accumulare uccisioni, garantirsi un adeguato supporto e rianimare i compagni di squadra per guadagnare punti".

Operazioni congiunte
Se la modalità Warfare è tutta fuoco e fiamme, Operations è invece incentrata sull'estrazione e risulta più tesa e tattica. In solitaria o in squadre di tre, i giocatori si infiltrano in una delle numerose mappe aperte con il compito di raccogliere il maggior numero possibile di oggetti di valore prima dell'esfiltrazione attraverso uno dei numerosi punti di uscita.
A differenza di Warfare, se i giocatori vengono uccisi in Operations il gioco finisce e tutto ciò che il personaggio stava trasportando è perduto.
Gli sparatutto a estrazione sono l'ultima tendenza nel campo degli sparatutto multigiocatore, combinando la tensione di un battle royale con la caccia al bottino dei GDR d'azione come Diablo. Possono essere immensamente gratificanti ma anche oscuri e spietati.
Yao ritiene che l'approccio di Delta Force al genere sia caratterizzato da una maggiore accessibilità. "Quando si gioca a Counter-Strike o a un battle royale è facile capire quando si vince o si perde perché tutto dipende dal sopravvivere o meno per l'ultimo combattimento. Nella modalità a estrazione, invece, non è questione di vincere o perdere", afferma. "Alcuni giocatori rimangono molto confusi perché non capiscono le motivazioni di determinate dinamiche in questo tipo di sparatutto".

È per questo che la modalità Operations di Delta Force è progettata in modo da puntare di più sulla struttura. Oltre alla possibilità di raccogliere bottino prezioso e un equipaggiamento migliore, Operations offre anche una sequenza di missioni che forniscono ricompense al completamento. "Nelle fasi iniziali non vogliamo che i giocatori si concentrino troppo sul bottino e sull'economia", afferma Yao. "Preferiamo che affrontino alcuni incarichi e le missioni".
L'idea di puntare sulla struttura in una modalità a estrazione viene applicata anche in modo più ampio. Le operazioni non si svolgono su una sola mappa ma in diversi scenari, con la possibilità di sbloccare l'accesso a nuove aree di livello superiore in tutto il Nord Africa man mano che i giocatori aumentano di livello e diventano più abili nel gioco.
"Ogni mappa è caratterizzata da un aspetto, un'esperienza di gioco e un livello di difficoltà specifici", spiega Guo. "Alcune mappe sono davvero difficili, come ad esempio Space City, mentre altre sono più abbordabili anche per i giocatori meno esperti". Guo sottolinea inoltre che la differenza tra le mappe non riguarda solo il livello di difficoltà, ma anche l'esperienza di combattimento. "Alcune mappe enfatizzano il combattimento ravvicinato mentre altre offrono un terreno aperto da esplorare".
Tuttavia, la differenza più profonda tra Delta Force e i tipici sparatutto a estrazione sta forse nel fatto che l'equipaggiamento e le abilità non sono definiti esclusivamente da ciò che si riesce a recuperare sul campo di battaglia. Al contrario, in Delta Force i giocatori assumono il ruolo di personaggi definiti Operator, con un proprio nome e abilità uniche.

Selezione della squadra
Gli Operator di Delta Force sono una via di mezzo tra una classe di personaggi in stile Battlefield e degli eroi più personalizzati come quelli di Overwatch. Ciascuno degli otto Operator disponibili (dai un'occhiata alla nostra guida per una panoramica dettagliata) ha uno un proprio nome, un aspetto unico e determinate abilità ma gli stili di gioco sono strettamente legati a uno dei quattro ruoli di classe (Assault, Support, Engineer e Recon) che ricordano giochi come Battlefield.
Ho chiesto a Yao perché Team Jade abbia dato ai giocatori la possibilità di vestire i panni di personaggi specifici anziché puntare su classi più generalizzate. Secondo Yao, questa scelta ha in parte a che fare con il modo in cui gli sparatutto moderni si relazionano con i social media.
"Abbiamo scoperto che i giocatori moderni si identificano maggiormente con gli Operator, alcuni dei quali sono diventati molto popolari". Gli Operator possono anche ottenere attrezzatura tattica ed equipaggiamento più specifici, il che si traduce in uccisioni migliori e più varie. "Uccidere o sparare a qualcuno è davvero gratificante".
Gli sviluppatori hanno cercato anche di rendere più variegata l'esperienza di gioco nei diversi ruoli sul campo di battaglia.
"Quando progettiamo un Operator siamo consapevoli del posizionamento della sua classe e delle armi a sua disposizione, perciò vogliamo che ogni aspetto si integri e si completi con gli altri", afferma Guo. "Ad esempio D-Wolf, un Operator della classe Assault, dispone di un equipaggiamento per scattare [un esoscheletro motorizzato] che rende i suoi movimenti molto più rapidi e può anche curarsi quando esegue un'uccisione, il che completa al meglio il suo ruolo di classe".
Gli Operator sono disponibili sia in modalità Warfare che Operations, così i giocatori possono utilizzarne le abilità per supportare la propria squadra e ottenere vantaggi negli scontri a estrazione.
C'è però un potenziale problema: dato che gli sparatutto a estrazione ruotano intorno alla costruzione di un personaggio potente tramite la raccolta di bottino, l'aggiunta di abilità predefinite non rischia di vanificare il tutto? Ad esempio, se i giocatori selezionano Stinger, un Operator medico che può curare sé stesso e gli alleati con la sua Hive-Tech Pistol, ciò non rende inutili i numerosi oggetti curativi tra cui scegliere in fase di preparazione dello zaino?
Yao ammette che sì, alcune abilità degli Operator facilitano la gestione di determinati aspetti della modalità Operations, ma in parte lo scopo è proprio questo. Ogni Operator è caratterizzato da compromessi, vantaggi e svantaggi. "Ovviamente i medici hanno il vantaggio di non dover portare con sé troppi oggetti legati alla loro professione, ma questo vantaggio viene bilanciato dalla lentezza di movimento rispetto ad altri Operator come ad esempio D-Wolf".

Tiro al bersaglio
Indipendentemente dalle sfumature della struttura multigiocatore di Delta Force, la grandiosità, la spettacolarità e l'innovazione non contano nulla se poi gli scontri a fuoco fanno pena. DICE e i vari studi che orbitano attorno a Call of Duty hanno trascorso anni (addirittura decenni) a perfezionare l'esperienza di gioco in questo tipo di scontri in prima persona. Mi incuriosiva sapere come Team Jade avesse affrontato la sfida di eguagliare la potenza di fuoco di questi colossi del mondo degli sparatutto.
Guo afferma che lo studio Team Jade è partito dalla modalità tattica Operations come base per sviluppare i movimenti e gli scontri a fuoco principali di Delta Force, progettando "un'intera suite di animazioni basate su un moderno modello OODA". È su questo modello (acronimo di Osservazione, Orientamento, Decisione e Azione) che gli sviluppatori di Delta Force hanno fondato l'esperienza relativa ai personaggi e alle armi che si trovano nel campo visivo del giocatore, le scelte disponibili durante il gioco e le azioni che possono essere eseguite come conseguenza di tali scelte.
"Dobbiamo tenere conto di diversi fattori, ad esempio se per prendere la mira il giocatore cerca di usare la sua arma o preferisce utilizzare l'attrezzatura tattica, oppure se determinati movimenti richiedono l'attivazione di un'animazione diversa, come iniziare a correre o fermarsi quando si prende la mira", spiega Guo. "Tutte queste casistiche richiedono una serie di animazioni per far sì che il personaggio del giocatore venga percepito come vivo".
Tra gli aspetti più complessi, Guo cita anche la quantità di volume geometrico occupato dalle singole armi, il modo in cui la personalizzazione delle armi influisce su tale volume e la possibilità di eseguire azioni prima, durante e dopo il combattimento (come la guarigione, la ricarica e il lancio di granate).
"È necessario prendere in considerazione tutte le tipologie di azioni eseguite dai giocatori e i diversi ritmi", afferma Guo. "Inoltre, dobbiamo sempre prestare attenzione all'intero ciclo e anche al fatto che i giocatori possono interrompere questo ciclo in qualsiasi momento per eseguire azioni diverse".
Guo sottolinea che quanto detto sopra si riferisce esclusivamente alla modalità Operations e che esistono ulteriori fattori da tenere in considerazione quando quelle stesse risorse e animazioni vengono applicate alla modalità Warfare.
"In Warfare vogliamo che i giocatori si sentano più coinvolti e che il tutto risulti più fluido perché si tratta di una modalità più veloce rispetto a Operations", rimarca. "Quindi abbiamo rimosso alcune restrizioni per far sì che i giocatori possano muoversi con più rapidità e modificato molte animazioni per rendere il gioco e il personaggio più reattivi".

Cuori e menti
La modalità multigiocatore di Delta Force è stata lanciata nel dicembre 2024 dopo diversi mesi di beta testing chiuso. Oltre alle tipiche segnalazioni di bug da risolvere, armi da bilanciare e così via, questa fase di testing ha portato all'attenzione di Team Jade anche un complesso e inaspettato divario culturale.
"In Cina e in Asia i giocatori sono abituati a utilizzare i bot", chiarisce Yao riferendosi a PNG controllati dall'intelligenza artificiale ma somiglianti agli utenti, che combattono tra i giocatori reali durante le partite di Warfare. "Questi PNG contribuiscono a rendere l'esperienza di gioco meno frustrante, e i giocatori possono eseguire più uccisioni sapendo che si tratta di bot. È una pratica molto comune in Asia".
Tuttavia, quando Team Jade ha testato Delta Force negli Stati Uniti e in Europa, la reazione alla presenza dei bot è stata estremamente negativa. "Abbiamo scoperto che le persone sono molto, molto contrarie ai bot, come dimostrano le esortazioni a rimuoverli pubblicate su YouTube, Reddit e Discord", aggiunge Yao.
Questa reazione "per un po' ha creato difficoltà" a Team Jade perché, nell'esperienza degli sviluppatori, i bot rappresentavano la normalità nei titoli multigiocatore ed erano stati integrati in Delta Force a livello progettuale. Alla fine, però, gli sviluppatori hanno accolto le richieste degli utenti occidentali. "Abbiamo deciso di rispettare le abitudini dei giocatori annunciando la rimozione dei bot".
Mentre la reazione ai bot di Delta Force ha colto di sorpresa Team Jade, lo studio è ben consapevole dello scetticismo degli utenti occidentali nei confronti dei giochi gratuiti.
"Vogliamo conquistare i giocatori mostrando il nostro impegno", dice Guo. "Essendo un titolo a sviluppo continuo, ciò che conta davvero è il servizio offerto e riteniamo che quello di altri giochi che cercano di posizionarsi in questa categoria sia carente".
A tale scopo, Team Jade intende apportare al gioco aggiornamenti "costanti e significativi", come ad esempio una nuova stagione ogni due o tre mesi con una nuova mappa per ogni modalità, un nuovo Operator e nuovi oggetti e skin. Sono previsti anche specifici aggiornamenti di gioco, inclusa la possibilità di personalizzare i gadget delle varie classi e di adattare maggiormente le build al proprio stile di gioco.
"Siamo consapevoli che molti giocatori preferiscono i titoli premium ma speriamo davvero che, grazie al nostro impegno e alla volontà di onorare al massimo lo sviluppo continuo dei nostri giochi live service, Delta Force riuscirà a conquistarsi una propria community e ad avere successo".
La lunga guerra
Irrompere in uno scenario già occupato stabilmente da Call of Duty e Battlefield non sarà facile. Innumerevoli giochi hanno provato a raggiungere le vette di popolarità di Modern Warfare e il cimitero degli sparatutto in prima persona è disseminato di titoli caduti nell'oblio come Frontlines: Fuel of War, Turning Point: Fall of Liberty, Conflict: Denied Ops e, naturalmente, gli ultimi capitoli della saga Delta Force di NovaLogic. Nemmeno EA è riuscita a replicare il successo di Battlefield con altri franchise di sparatutto a tema militare come Medal of Honor e Titanfall.
È però passato un decennio dall'ultima volta che queste saghe hanno avuto un avversario degno di questo nome e nel frattempo il panorama di questo genere è cambiato notevolmente. Dal 2017, il ritmo è stato dettato per lo più da altri sparatutto come PUBG: Battlegrounds, Apex Legends ed Escape from Tarkov.
Mentre Call of Duty ha mantenuto la sua popolarità adattando molte idee di questi giochi e offrendo un'ottima esperienza battle royale in Call of Duty: Warzone, la serie di DICE non ha avuto la stessa fortuna e Battlefield: 2042 ha arrancato nonostante gli ammirevoli sforzi per correggere la rotta.
Nelle sempre più inospitali terre di frontiera degli sparatutto in prima persona è plausibile che un nuovo titolo possa mettere radici: sarà un compito arduo, ma Yao ne è consapevole. "Abbiamo molto da apprendere da questi due giganti e li rispettiamo. Hanno dominato l'intero genere degli sparatutto in prima persona per decenni e continuano a mantenersi saldi in vetta perciò, come nuovi arrivati, vogliamo imparare con umiltà.

Ciononostante, Team Jade ha prospettive a lungo termine nella speranza di offrire un'esperienza a sviluppo continuo che duri "da cinque a 10 anni" e che sia capace di adattarsi rapidamente alle esigenze e alle richieste dei giocatori. E sebbene Yao rispetti la storia di Call of Duty e Battlefield, ritiene anche che Delta Force sia partito molto bene.
"Risolviamo i bug con grande rapidità, disponiamo di un ottimo sistema anti-hacking e comunichiamo efficacemente con la community. Abbiamo molti punti a favore", afferma Yao. "Magari non otterremo risultati eccezionali a breve termine, ma insistendo e continuando a migliorare credo che riusciremo ritagliarci il nostro spazio nel mercato globale degli sparatutto in prima persona".
Delta Force è disponibile ora sull'Epic Games Store.